Dal 1500 ai giorni nostri
Dai freddi mari del Nord Europa, alle nostre tavole.
C’è una lunga linea invisibile che collega il Nord Europa con le pendici del Vesuvio. Dalle isole Lofoten in Norvegia e dall’Islanda fino a Somma Vesuviana. Il polo indiscusso del sud Italia della trasformazione e commercializzazione del merluzzo. Un connubio tra l’eccellente qualità del pesce delle acque scandinave e la rigorosa lavorazione dello stesso, nel distretto del napoletano. Negli anni, grazie al commercio, questo prodotto si è affermato saldamente nella provincia di Napoli ed è diventato una prelibatezza che attira ogni anno migliaia di famiglie nei ristoranti tipici locali.
Le origini del successo
La liaison tra Somma e il pesce del nord Europa, ovvero il merluzzo, è antichissima e affascinante. Ha origine nel lontano 1500. In questo secolo, grazie all’espansione delle rotte marittime tra i produttori nordici e vesuviani, si sviluppò il commercio. Il forte impulso per l’importazione e la lavorazione del merluzzo (merluzzo salato) e dello stoccafisso (merluzzo essiccato, ma senza sale) si deve in primis al movimento cattolico della Controriforma, che approvò il divieto della carne nelle feste religiose. Ma perché la maggior parte delle lavorazioni avviene nel Vesuviano? La risposta a questa domanda è stata trovata nella presenza della vicina sorgente del fiume Sebeto, dove abbondano le acque utilizzate per la lavorazione delle materie prime importate dal Nord Europa.
I maestri sommesi
Si narra che un ruolo importante in questo senso svolsero i monaci di Madonna dell’Arco, che prepararono e utilizzarono le prime cisterne per metterlo in ammollo per reidratarlo, in seguito rinvenirlo e lavorarlo ancora una volta Questo nella zona di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana. Da quel momento in poi, il distretto di Somma Vesuviana, è diventato leader nella trasformazione e anche luogo di ottima gastronomia per degustare il prodotto finito, tanto che ogni ristorante lo inserisce nel proprio menù. A livello nazionale i dati confermano questa leadership. Somma Vesuviana, in quanto polo del merluzzo, è infatti la più grande base produttiva del sud Italia, grazie alle numerose aziende che sono nate nel corso degli anni. Tale primato è “minacciato” solo dal Veneto e dalle Marche.
